Vorresti scrivere un articolo per il tuo blog ma non sai quanto farlo lungo?

Sono convinto che sei nel posto giusto!

Alla fine di questo articolo saprai che non c’è un numero esatto e avrai imparato un metodo per calcolare la lunghezza autonomamente

Ogni giorno ho a che fare con piani editoriali di aziende e liberi professionisti e quotidianamente ricevo questa domanda.

Allo stesso modo, purtroppo, vedo moltissimi colleghi che consigliano lunghezze predefinite, senza nemmeno entrare in merito alla questione.

Ho deciso di scrivere questo articolo per fare un pò di chiarezza.

Innanzitutto vorrei complimentarmi con te, perchè se ti stai informando sulla “lunghezza dei post”, vuol dire che hai compreso che scrivere per il tuo blog è molto importante. Io aggiungo che è uno dei modi più efficaci per portare visite al tuo sito web, alle tue landing pages, ottenere followers e acquisire nuovi clienti.

Di questi tempi ne viene sottovalutata l’importanza. Molti non hanno voglia e tempo e fanno direttamente advertising su facebook ottenendo visibilità immediata.

Vogliono ottenere tutto e subito.

Mentre tu sei uno dei pochi che ha capito quanto sia importante investire in un blog.

Con il blog hai modo di dare molto valore al tuo cliente, di creare uno storytelling, di attirare una marea di traffico in target in modo poco costoso.

Ma bando alle ciance e torniamo alla lunghezza dell’articolo. Ora ti dico subito qualcosa che ti scioccherà:

“La LUNGHEZZA da sola non determina il POSIZIONAMENTO dell’articolo”

Se pensi che più il contenuto è lungo e meglio si posiziona sui risultati di ricerca (serp) non è così.

Ho visto articoli lunghissimi di 3000 parole che non si sono mai posizionati, articoli che contenevano una lista organizzata in 400 parole che si sono posizionati molto bene.

Allora cos’è che influisce così tanto sul posizionamento?

Va bene, visto che adesso sei così curioso, è arrivato il momento di tirare fuori questa bomba 💣:

L’INTENTO DI RICERCA!

L’intento di ricerca è qualcosa che spesso nemmeno la maggior parte dei SEO e dei COPYWRITER capiscono.

Ti giuro che sono circondato da professionisti del settore e ti devo dire che è un concetto che non viene compreso bene.

Eppure è fondamentale.

Capirlo fa schizzare i tuoi contenuti in cima alle pagine, e spesso anche velocemente.

I SEO spesso ragionano solo in termini di parole chiave. Ottimizzano la struttura del sito web e inseriscono i tag dove devono andare ma non si lanciano oltre. Mentre i Copywriter ragionano piu in termini di efficacia del testo e a volte scrivono solo per arrivare in fondo alle battute gli vengono commissionate, non preoccupandosi troppo di altro.

Entrambi spesso ignorano totalmente il concetto di intento di ricerca.

L’intento di ricerca è la motivazione per la quale un utente sta facendo la ricerca su google. Immedesimati nella condizione psicologica di chi digita la parola chiave e fatti queste domande:

Cosa vuole sapere?

Quali informazioni sta cercando?

Cosa si aspetta di trovare?

Google fa molta attenzione a capire se tu stai soddisfacendo l’intento di ricerca del tuo lettore: incrocia i dati come il tempo di permanenza sulla pagina, lo scrolling, il tuo comportamento con il mouse o il tapping, e in base a questo riesce a determinare se stai scrivendo un contenuto utile per il tuo lettore.

Non hai scampo. Google sa tutto. Ha miliardi di dati nei suoi database e un’intelligenza artificiale sempre migliore.

Se stai soddisfacendo l’intento di ricerca, le prime posizioni sono tue.

Garantito! Perchè avresti poca concorrenza, infatti come ti ho già anticipato la maggior parte dei professionisti non scrive con questo criterio.

 

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NON sempre serve (solo) il testo

Alcuni articoli non richiedono solo testo, ma anche video, foto, tabelle, configuratori di prezzo etc…

Spesso una tabella riesce a dare più informazioni e più valore rispetto a un testo. In questi casi Google da la precedenza a un contenuto più corto ma che ha una tabella esplicativa, rispetto a un articolo di 1000 parole più lungo ma che non contiene questa tabella.

Per questo ti devi sempre chiedere:

Qual è il media più utile per rispondere all’intento di ricerca del mio potenziale cliente?

Oppure

Come posso mixare più media insieme per migliorare l’esperienza di navigazione del mio potenziale cliente?

In generale usare più media ti fa acquisire un posizionamento migliore rispetto alla concorrenza che usa solo il testo.

Fai la media delle parole dei primi articoli già posizionati

Uno dei consigli che ti do è quello di andare a ricercare la lunghezza dei primi 5 – 10 post che trovi nei risultati di ricerca di google.

Se Google li ha premiati vuol dire che hanno fatto del buon lavoro.

Quindi ti farà risparmiare del tempo prendere spunto da loro.

Per fare il conto delle parole non perdere tempo con word, qui ti metto un tool (Bulk web page count checker) che ti aiuta a fare il conto delle parole con pochi click.

Basta che copi e incolli le URL degli articoli nello spazio e ti da il risultato:

tool lunghezza post blog ideale

Ecco qui sotto puoi vedere un esempio di risultato che restituisce:

risultati-lunghezza-articoli-serp

Word Count Total: è il numero totale delle parole che vengono scansionate dal robottino nella pagina

Correct Word Count: è il numero delle parole effettive (numero di parole totali meno le parole che compaiono come link). Quindi vengono esclusi i menu e gli articoli correlati in fondo al post etc…

Però non considerare il numero delle parole corretto perchè ci potrebbero essere errori.

In questo caso la media dei primi 4 articoli che si trovano nei risultati di ricerca è:

1804 + 2511 + 1332 + 1192 = 6839

6839/4 = 1709 parole

Quindi potresti scrivere un articolo di 1600 – 1700 parole.

Evita articoli corti o non pertinenti

“Ho visto cose che voi umani non potete immaginare….”

eheheh… ma è un modo per introdurti che spesso vedo gente che pensa di cavarsela con articoli da 500 parole.

Non scherziamo!

500 parole bastano come introduzione all’articolo. Poi devi sviluppare il resto.

500 parole nella maggior parte dei casi a soddisfare l’intento di ricerca dell’utente. Almeno non per quelle parole chiave che rappresentano argomenti che hanno necessità di essere sviscerati in tutti i loro aspetti.

Scrivere articoli da 500 parole non ti farà ottenere nessun risultato. Google negli anni ha penalizzato togliendo posizioni a articoli “spam” che non approfondivano l’argomento.

Meglio 1 articolo approfondito da 2000 parole, piuttosto che 4 da 500.

L’impegno è lo stesso ma i risultati sono infinite volte più soddisfacenti.

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Come soddisfare “l’intento di ricerca”: ecco alcuni esempi pratici

Ti invito anche a lasciar perdere la classica differenziazione dell’intento delle parole chiave in 3 categorie (navigazionali, informazionali e transazionali), utile solo a farti un’idea generale ma potresti esserne fuorviato.

Quando parli di intento di ricerca tutti hanno in mente queste 3 categorie, ma la situazione è molto più fluida.

Ogni parola chiave (o gruppo di parole chiave) ha un proprio intento di ricerca.

E solo la tua intelligenza può individuarlo. Non ci sono tool che possono farlo al posto tuo.

ESEMPIO PAROLA CHIAVE AVVOCATO: “affidamento esclusivo al padre”.

In questo caso la parola chiave riflette la volontà di un padre di avere il figlio in adozione esclusiva. Se sei un avvocato per soddisfare l’intento di ricerca dovresti scrivere tutto quello che serve sapere a questo padre per ottenere questo obiettivo.

Potrebbe essere interessante raccogliere i “case study” in cui i giudici hanno concesso l’affidamento esclusivo al padre e metterli in una lista, perchè molto probabilmente il padre che sta digitando la parola chiave vuole sapere se il suo caso rientra tra questi.

Inoltre potrebbe essere fondamentale far capire quali sono gli elementi decisivi che fanno propendere i giudici a concedere l’affidamento al padre.

E’ molto importante immedesimarsi nella mente di chi digita.

ESEMPIO PAROLA CHIAVE SERRAMENTISTA: “Infissi in PVC Prezzi”.

Cosa vuole trovare l’utente se digita “Infissi in PVC Prezzi”?

In questo caso il potenziale cliente vuole conoscere i prezzi degli infissi in pvc, per questo noi dobbiamo dargli tutte le informazioni necessarie a soddisfare il suo intento. Ad esempio potrebbe essere utile scrivere un articolo dove fai capire come varia il prezzo in base alle variabili più comuni.

Google andrebbe matto per una tabella dei prezzi. Se scrivi un articolo lunghissimo senza dare valore non otterresti posizionamento sui motori di ricerca.

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Lo studio di Orbit Media Studios

A Febbraio 2020 mi guardo un video di Giorgio Taverniti su youtube e scopro un’imponente ricerca che è stata fatta, in cui una parte importante riguarda la lunghezza degli articoli.

E’ il risultato dell’intervista di oltre 1000 bloggers che scrivono articoli quotidianamente.

Chi meglio di loro ci può dire cosa funziona e cosa no all’interno del mondo del blogging?

Il 55% dei bloggers che postano o hanno postato articoli di 2000 parole o + hanno avuto ottimi risultati.

Scrivere articoli molto lunghi quindi è un’efficace strategia per ottenere risultati importanti, insieme a:

  • Includere 10 o + immagini per articolo
  • Scrivere 20 titoli per articolo e scegliere il migliore
  • Pubblicare giornalmente
  • Fare una buona ricerca delle keyword

tattiche-per-aumentare-efficacia-blogging

Qui sotto puoi vedere che:

  • chi scrive meno di 500 parole ha riportato risultati importanti per solo il 22% delle volte
  • chi scrive in un range tra le 500 e le 1000 parole, ha ottenuto risultati “strong” per il 20% delle volte
  • chi scrive meno di 1000 – 1500 parole ha registrato ottimi risultati per 29% delle volte
  • chi scrive articoli tra le 1500 e le 2000 parole per il 37%
  • chi scrive articoli con più di 2000 parole per il 55%

Questo evidenzia come all’aumentare della lunghezza degli articoli, si ottengono risultati sempre migliori.

articoli-corti-vs-articoli-lunghi

Alcuni consigli per scrivere articoli lunghi

Adesso che hai compreso che per emergere sui motori di ricerca devi scrivere articoli lunghi, sono pronto a darti una chicca.

Ti vorrei dare un consiglio su come sviluppare gli articoli lunghi.

O almeno farti vedere come faccio io.

La prima cosa che faccio è prendere un foglio bianco e scrivere al centro la parola chiave principale (ovviamente prima bisogna aver fatto una buona ricerca delle parole chiave)

Dalla parola chiave al centro comincio a sviluppare una mappa concettuale dell’articoloDi solito arrivo fino al terzo livello di informazione sviluppando lo schema in questo modo:

mappa concettuale articolo blog

A questo punto comincio a scrivere tutto quello che mi viene in mente di correlato all’argomento principale.

Sto estremamente attento a non uscire dal tema, cercando di avere ben chiaro l’intento di ricerca del lettore.

Gli aspetti da trattare diventano poi i titoli dei paragrafi, in modo da spezzettare l’articolo in più sottoargomenti affinchè sia più facile scrivere.

Utilizza i suggerimenti di google per capire quali informazioni correlate sono più ricercate. Inserisci questi suggerimenti nella mappa concettuale.

suggerimenti-google

Mi faccio aiutare anche da SEOZOOM per la ricerca di parole chiave interessanti e per capire meglio l’intento di ricerca del mio potenziale cliente.

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