Fare un blog nel 2020 è impopolare, ma è il miglior investimento per la tua azienda. E ora ti spiego perchè.

Se stai leggendo questo articolo considerati fortunato, perchè stai per ricevere delle informazioni che non tutti hanno.

Innanzitutto lascia che mi presenti. Mi chiamo Diego e aiuto aziende e liberi professionisti a ottenere clienti e traffico sul web.

Lavoro ormai nel settore da oltre 10 anni (ho iniziato nel 2009).

Negli anni ho visto il cambiamento che c’è stato nel mercato. Ho visto come si è trasformato Google con il passare del tempo, le pratiche scorrette e quelle corrette per posizionarsi sui motori di ricerca.

Ho avuto modo di vedere che i blogger sono passati da scrivere articoli poco approfonditi da 400 parole a articoli da 1500 – 2000 parole molto dettagliati.

Oggi siamo nel 2020.

La maggior parte dei consulenti di web marketing consigliano ai clienti di usare facebook ads per attirare traffico sulle landing page.

La società dell’on time ci toglie a tutti tempo. E il tempo è quello che ci permette di costruire grandi progetti.

Così molti non hanno tempo ne voglia di impegnarsi. Vogliono tutto e subito e cercano le scorciatoie.

E come la volpe che non può arrivare all’uva e dice che è acerba, allo stesso modo dicono che il blogging è un metodo lento e vecchio sminuendone l’importanza.

In realtà proprio perchè tutti fanno Facebook ads, è proprio il momento di riversarsi sul blogging, perchè c’è molta meno concorrenza.

Un’occasione imperdibile.

Perchè il corporate blog è uno dei migliori investimenti per la tua azienda

Ecco una carrellata di motivi per cui fare blogging nel 2020.

MOTIVO #1: IL BLOG TI PERMETTE DI FARE STORYTELLING.

Lo storytelling è la tecnica di narrare e raccontare una storia.

L’uomo è attratto dalle storie: da quando è sulla Terra ha sempre avuto bisogno di tramandarsi storie, memorie, pulsioni, emozioni, racconti e esperienze.

A partire dalla Bibbia o dall’Odissea, che non sono altro che storie narrate.

La pubblicità frontale in cui si cerca di convincere le persone ad acquistare i prodotti sta funzionando sempre meno. L’attenzione è diventata una risorsa importante e difficile da reperire.

Ma lo storytelling ci viene in aiuto.

Infatti è un modo per rendere l’azienda più umana e avvicinarla ai tuoi lettori. Fa conoscere le persone che ne fanno parte, le loro storie, come pensano, quali sono i loro valori.

Tutte le aziende hanno storie da raccontare.

Ti stupirai di come le persone cominceranno a seguire la tua azienda usando tecniche di narrativa.

storytelling blog

A questo proposito ti vorrei parlare di Joseph Campbell, uno studioso americano di mitologia comparata e storia delle religioni, che ha individuato uno schema primordiale che sta dietro alla Bibbia, all’Odissea. Lo stesso schema viene usato dagli scrittori e dai registi per produrre film.

Si tratta del viaggio dell’eroe.

E’ sempre lo stesso schema: c’è un protagonista che spesso inizia un cammino ricevendo una chiamata all’azione. All’inizio è riluttante perchè pensa di non potercela fare, ma poi si rende conto che la chiamata arriva da qualcosa di più grande di lui.

Comincia a superare delle prove con l’aiuto di amici e dei suoi poteri magici.

Si trova davanti a un nemico che deve sconfiggere. Con molta fatica riuscirà a farlo salvando “l’intera umanità”.

Come vedi è uno schema semplicissimo. Se ci pensi qualsiasi film si basa su questo modello, ma noi non ce ne rendiamo nemmeno conto.

Come puoi usarlo per la tua azienda?

Potresti raccontare come è nato il tuo servizio/prodotto partendo da una chiamata “superiore”, ad esempio risolvere un problema importante sentito da tutti. Il “cattivo” potrebbe essere un’azienda concorrente che ha una filosofia opposta alla tua.

E alla fine il tuo servizio/prodotto “salva l’umanità”, cioè risolve il problema e migliora/semplifica la vita ai tuoi clienti.

Ovviamente sfruttando “poteri magici” o “formule magiche” che la concorrenza non avrà mai.

Ti invito ad approfondire con questo libro.

MOTIVO #2. ACQUISIRE CLIENTI E VENDERE DI PIU’.

Il blog è uno strumento di marketing che lavora H24 senza fermarsi mai. Ti porta leads, contatti, clienti in modo continuativo.

A patto che tu ti impegni veramente in ciò che fai.

Ogni articolo che scrivi è come un tentacolo che afferra nuovi potenziali clienti nel mare di internet. Si posiziona per una parola chiave e intercetta traffico per anni interi (se sei bravo anche 4 anni).

Ovviamente l’articolo deve essere interessante, offrire valore e, molto importante, essere ottimizzato per la SEO, la scienza del posizionamento nei motori di ricerca.

Si è vero che ciascun post che scrivo ci impiego giorni interi (a volte anche 4 o 5 giorni), ma poi quel post mi porta una marea di traffico che riesco a convertire in clienti.

Se faccio i calcoli da quando ho iniziato a ora, ogni post mi ha portato in media 2 o + clienti da 1000, 2000 o 3000 euro ciascuno. In alcuni casi ho iniziato delle vere e proprie collaborazioni mensili che stanno continuando da anni.

Un ROI incalcolabile che io rappresenterei con il simbolo dell’infinito ∞.

E tu che ne pensi? Lo considereresti un buon investimento o no un investimento con un ritorno del genere?

MOTIVO #3. SUPERARE LE OBIEZIONI PIU’ COMUNI. 

Il terzo motivo per cui fare blogging è che tu puoi semplificare il lavoro dei tuoi commerciali superando le obiezioni più comuni dei clienti.

Le obiezioni nascono nel momento che un venditore ti propone qualcosa di nuovo, qualcosa che non conosce a fondo, qualcosa che merita un attenta valutazione, qualcosa che non stavi cercando o ancora qualcosa che costa molto e ti impone un’analisi ulteriore.

Quindi sono assolutamente legittime.

Ma spesso sono sempre le stesse e ogni volta il venditore deve rispondere sempre alle solite, perdendo ogni volta tempo che potrebbe impiegare a vendere di più o in altre cose più produttive.

Non devi necessariamente rispondere alle obiezioni in forma di domanda e risposta, ma anche sotto forma di storia.

Ad esempio raccontando una case history dove un cliente ha avuto un problema e di come lo ha superato.

Come sarebbe se tu potessi togliere del lavoro ai tuoi collaboratori e delegarlo a un testo scritto che lavora in automatico H24?

Bellissimo vero? Questo è uno dei tanti compiti che può svolgere il tuo blog.

Come fare un blog di successo: gli strumenti da utilizzare

strumenti per creare un blog aziendale corporateLa prima cosa che devi fare per avere un blog è installare wordpress: tutti ormai la reputano la migliore piattaforma.

La seconda è avere un hosting che ospiti wordpress. Il migliore che consiglio è Siteground: veloce, affidabile, assistenza fulminea 24H in italiano.

Perchè proprio Siteground? Perchè ti velocizza il sito e di conseguenza ti fa posizionare bene sui motori di ricerca.

La terza è un tema grafico da istallare sul tuo wordpress: io utilizzo Elementor, Divi oppure scelgo un tema su themeforest.

Dopo che hai tutto pronto arriva il momento di fare un piano editoriale per il tuo blog.

In pratica dovrai tirar giù delle idee di articoli da scrivere per organizzare la pubblicazione nel tempo.

Ricorda! Per ogni articolo dovrai individuare una parola chiave o un gruppo di parole chiave che rispondono sempre allo stesso intento di ricerca.

Ogni articolo si posiziona per una determinata parola chiave e raccoglie il traffico di persone in target.

Ti faccio l’esempio con questo articolo che stai leggendo: la parola chiave principale che ho individuato è “Come fare un blog aziendale”. Ma anche “Come fare un blog corporate”, che è la parola inglese corrispondente, e così via…

Tu mi hai trovato con questa parola chiave e sei una persona in “target“, cioè potenzialmente interessata ai miei servizi.

Quindi è fondamentale saper fare un’ottima ricerca delle parole chiave (questo è un’articolo approfondito che ho scritto a riguarda)

Io utilizzo Seozoom, un software che mi individua facilmente tutte le parole chiave e mi trova idee sempre nuove.

Come vendere con un blog: le parole chiave

Devi sapere che esistono parole chiave di vari tipi, a seconda di dove il tuo utente si trova nel processo di acquisto.

In america rappresentano il processo di acquisto con una sorta di imbuto, chiamato “funnel“. All’inizio, nella parte più alta, si trovano tutte le persone che fanno ricerche più “generiche”, cioè lontane dal processo di acquisto. Piano piano l’utente, informandosi, diventa sempre più consapevole e si schiarisce le idee, fino a sapere con certezza di cosa ha bisogno.

funnel

Facciamo un esempio.

Io ho bisogno di fare un regalo alla mia ragazza per San Valentino.

Cerco su google “Idee regalo per ragazza San Valentino”. Come vedi ancora non so cosa regalare alla mia compagna ma nel frattempo faccio una ricerca sul web per avere alcune idee.

Tra queste idee trovo un bracciale.

A questo punto digito “bracciali san valentino per lei” e trovo tutte le opzioni di acquisto.

Se ho un e-commerce di bracciali è importante che io intercetti il potenziale cliente sia quando si trova nella fase “idee regalo per ragazza san valentino”, sia quando ha già le idee più chiare digitando “bracciali san valentino per lei”.

Tu dovrai intercettare le persone in tutti gli stadi del processo di acquisto per guidarle verso la tua soluzione.

Per questo motivo dovrai scrivere 2 articoli differenti.

Come creare un piano editoriale per il tuo corporate blog

Una volta individuate le parole chiave con Seozoom, elimina tutte quelle inutili che vertono su argomenti di cui non ti interessa parlare.

Dovresti poi filtrarle e raccoglierle in un file excel.

A sua volta raggruppa tutte quelle simili tra loro, cioè che hanno lo stesso intento di ricerca.

Esempio:

PAROLA CHIAVE 1: “come ottenere nuovi clienti”
PAROLA CHIAVE 2: “come acquisire clienti”
PAROLA CHIAVE 3: “modi per avere nuovi clienti”

Per ogni gruppo di parole chiave affini che hanno lo stesso intento di ricerca, scrivi un SOLO articolo.

Una volta individuati gli articoli, decidi con quale frequenza pubblicare. Non importa che tu pubblichi tutti i giorni, l’importante è che lo faccia con costanza e prenda questo lavoro seriamente.

E’ importante che per ogni articolo tu individui anche queste informazioni:

  • Data di pubblicazione
  • A chi è rivolto (la cosi detta “personas”)
  • Lunghezza del post
  • Obiettivi previsti
  • Tipo di articolo (lista, tutorial, case study, intervista etc…)

Se hai collaboratori, un alternativa a excel, potrebbe essere Trello, uno strumento potente che ti permette di organizzare al meglio il tuo team. Puoi gestire i tuoi progetti in modo ordinato su bacheche condivise, gestire scadenze, catalogare file e informazioni in modo impeccabile.

rello-per-creare-il-tuo-piano-editoriale

Chi scrive i contenuti in un blog aziendale?

Questo è uno dei punti più importanti.

Chi meglio dell’imprenditore in persona o del professionista conosce l’argomento per poter scrivere?

Nessuno!

Quindi chi dovrebbe scrivere i contenuti?

E’ ovvio che se vuoi che il blog non sia una serie di contenuti scritti a casaccio che confondano i tuoi lettori, allora devi essere tu a scrivere.

Però so benissimo che c’è la questione tempo.

L’imprenditore è sempre con le mani in pasta e non ha mai tempo per fare nulla, figurati per un’attività così impegnativa.

Di solito infatti capita che la scrittura dei contenuti venga delegata al primo stagista che non ha nessuna esperienza, ne di scrittura, ne del business.

Ne vengono fuori articoli striminziti che sembrano sezioni news, senza alcun valore per il lettore finale. O contenuti che non si posizioneranno mai sui motori di ricerca.

E questo è solo un boomerang per la tua attività.

Se stai pensando anche tu di delegare alla prima persona che passa, sappi che non funzionerà. Ne pagherai il conto.

E allora cosa fare?

Negli ultimi tempi questo è stato un argomento di dibattito negli Stati Uniti. Gli Americani sono arrivati alla conclusione che l’imprenditore dovrebbe essere “marketing centrico”. Cioè dovrebbe occuparsi di tutte quelle attività che riguardano il marketing, in quanto renderebbero l’azienda scalabile.

E siccome il blog è uno strumento di marketing, dovrebbe essere di sua competenza.

Forse ora ti starai domandando:

“Io non riesco a scrivere, ci ho provato, quando mi metto davanti al foglio bianco non esce nulla… e poi non c’è un modo per delegare questo lavoro?”

In realtà potresti fare un ibrido. Potresti registrare con la voce tutto quello che hai da dire su un argomento, e incaricare qualcuno di sbobinare e farci un articolo.

Questo è il modo più veloce per procedere. Tutte le volte che con i miei clienti procediamo con questo metodo, riusciamo a scrivere velocemente.

In ogni modo, se vuoi davvero fare un blog aziendale e non sai come fare contattami che ne parliamo insieme. Ti posso aiutare a farlo.

5 consigli per massimizzare la resa

CREATI DEI MODELLI PERSONALIZZATI. Per superare la paura del foglio bianco potresti avere dei modelli già pronti di post.

Per modelli intendo delle bozze con alcune frasi già scritte, in modo che tu abbia subito un input da cui partire, senza stare a pensare troppo.

Ti aiuta a risparmiare tempo.

CONOSCI LA TUA AUDIENCE. Scrivere gli articoli è più semplice se sai a chi ti stai rivolgendo. Un trucco per scrivere articoli che poi vengono letti, è quello di immaginare di avere davanti il tuo cliente ideale e scrivere a lui.

Quali sono i bisogni, i comportamenti, gli interessi e le aspirazioni del tuo cliente ideale? Come parla? Dove vive? Qual è il suo reddito? E il suo sesso?

Costruisci una persona finta che rappresenta il tuo cliente ideale e scrivi a lui!

CHIEDI L’EMAIL. Il blog è uno strumento che raccoglie traffico di chi non ti conosce dal web. Secondo statistiche la percentuale di utenti che torna a visitarti un’altra volta è bassissima, si tratta di un numero che si conta con le dita di una mano.

Come fare per salvare una parte di questo traffico e trasformarlo in traffico ricorrente a comando?

Semplice! Chiedendo l’email in cambio di una risorsa, ad esempio un PDF, un’infografica, dei video etc…

Il software migliore per inviare email è Active Campaign.

Active Campaign dovrebbe diventare il tuo alleato. Quando hai una lista di email a cui inviare comunicazioni, hai un potente strumento di marketing a tua disposizione. Puoi raggiungere i tuoi potenziali clienti in qualsiasi momento inviando offerte, rendendoli partecipi dei nuovi contenuti in uscita etc…

Iscriviti ora e fai la tua prova gratuita!

INCLUDI MEDIA NEI TUOI POST. Gli articoli non sono formati da solo testo, ma anche da immagini, liste, video, infografiche. Queste risorse ti aiutano a rendere “visivo” ciò che vuoi comunicare.

L’utente è sempre di corsa e spesso non legge tutte le frasi, salta di palo in frasca.

Le immagini rafforzano il concetto in modo immediato e fanno percepire al lettore che gli stai dando del valore. Inoltre Google apprezza moltissimo il fatto che tu stia inserendo queste risorse aggiuntive e ti premia con un migliore posizionamento.

INCLUDI CALL TO ACTION. L’utente che sta leggendo l’articolo il 99% delle volte non sa che hai un prodotto/servizio correlato. In mezzo al testo usa delle call to action, cioè delle chiamate all’azione.

Le chiamate all’azione invogliano l’utente a fare qualcosa, ad esempio compilare il modulo che si trova nella tua pagina contatti, lasciare l’email in cambio di materiale, chiamare al telefono.

Se non inserisci le chiamate all’azione, potresti perderti quasi tutto il traffico.

Il mindset giusto per portare al successo il tuo blog

Sono sicuro che adesso tu stia pensando “ok ho capito tutto, adesso inizio a fare il blog e spacco il mondo!”.

Ma è proprio ora che viene il bello.

Devi metterti in testa che se inizi un progetto del genere, devi anche portarlo a termine, altrimenti non riceverai nessun beneficio. Al contrario perderai molto tempo e denaro.

Scrivere un blog è molto impegnativo. Arrivano momenti bui in cui non hai ispirazione, non hai tempo per scrivere e ti inventi 1000 scuse pur di non farlo.

Quello che ti consiglio è di farti un piano editoriale di 30 articoli per iniziare.

Finchè non hai scritto questi 30 articoli non ti fermare, non giudicare i risultati.

I risultati arrivano con il tempo, dopo mesi che i post si sono indicizzati cominceranno a portarti del traffico.

Più o meno si configurerà questa situazione sulla Search Console:

mindset giusto per fare blogging

Le prime settimane tu scrivi ma non vedi alcun risultato. E per alcuni giorni aspettati lo 0 assoluto.

Poi “magicamente” dopo 2 – 3 mesi cominci a vedere qualche visita arrivare.

Continuando a passare dei mesi, il blog macinerà sempre più risultati fino a portare tante nuove chiamate e richieste di potenziali clienti.

E’ un bell’esercizio di mindset: non è da tutti continuare a lavorare senza vedere i risultati immediati.

Ti posso consigliare un libricino che mi aiutato a formare questo mindset? Si chiama “Mastery” di George Leonard e ti insegna come resistere finchè non ottieni il successo in ciò che fai.

Purtroppo è solo in inglese (non penso che abbiano fatto la traduzione in italiano)

Come migliorare le prestazioni del blog

Metti caso che stai iniziando ad avere dei risultati. Cominci ad avere delle visite al blog e stai producendo i primi risultati.

Come poter migliorare le prestazioni del blog?

Ci sono 2 modi. Nel primo modo puoi aumentare le prestazioni del tuo blog aumentando la velocità di caricamento delle pagine, nel secondo caso puoi analizzare i risultati delle visite e capire cosa migliorare per ottenere ancora più visite.

VELOCITA’. Puoi migliorare la velocità del tuo sito innanzitutto istallando dei plugin per la cache. Ce ne sono moltissimi gratuiti, anche se io dopo averli provati tutti ho scelto WpRocket. E’ a pagamento ma mi risolve la maggior parte dei problemi che i plugin gratuiti non fanno. Inoltre è molto semplice da configurare e inizia a funzionare non appena lo attivi.

Un altra cosa che puoi fare per migliorare la velocità di caricamento è cambiare Hosting e affidarti a uno specializzato in velocità. Non esiste infatti alcun plugin miracoloso che possa risolvere problemi di un hosting di bassa qualità.

Ho notato che molte persone cercano di spendere il meno possibile e per risparmiare 20 euro in un anno si affidano a hosting condivisi con prestazioni scadenti, in cui addirittura il sito rimane in down più volte al giorno.

Se stai costruendo un sito con finalità serie, non puoi non passare a una soluzione professionale.

Sto parlando di Siteground, l’hosting a cui mi affido io.

GOOGLE ANALYTICS e SEARCH CONSOLE. Con il passare dei mesi avrai delle statistiche consolidate. Potrai conoscere le pagine più visitate, la frequenza di rimbalzo, quali pagine convertono e quali no, cosa cercano i tuoi potenziali clienti…

Questi dati sono preziosissimi perchè ti permettono di avere un feedback sul lavoro che hai svolto.

E come ogni feedback, ti permette di capire cosa migliorare.

Ad esempio sulla Search Console appaiono delle parole chiave che gli utenti digitano, ma su cui non hai ricevuto nessuna visita. Ad esempio nel mio sito sono:

migliora-il-blog-con-search-console-e-google-analytics

Potresti prendere questi suggerimenti di parole chiave e metterle nelle pagine che ne hanno bisogno per ampliare la semantica e intercettare un numero sempre maggiore di clienti.

Allo stesso modo puoi andare su Google Analytics e vedere qual è il comportamento delle persone sulle tue pagine.

Oppure puoi rivisitare le pagine che performano e capire dove incrementare i link o le call to action per fare in modo di ricevere sempre più contatti.

In ogni caso, se hai bisogno di fare un lavoro di analisi, contattami che ti aiuto.

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