In questo articolo ti mostro tutte le cose che ho imparato su Google e sulla SEO monitorando SEOzoom tutti i giorni decine e decine di progetti Cominciamo dalla prima 🙂

#1. Un dominio appena registrato ci mette un sacco di tempo a posizionarsi. Un dominio vecchio ha tempi più brevi.

Una delle domande più gettonate del cliente che sta per iniziare un progetto online è: ho già un dominio, mi conviene tenere questo o aprirne uno nuovo?

Io rispondo che è sempre meglio tenere quello vecchio perchè ha già guadagnato uno storico, Google tiene conto di questa caratteristica e da più fiducia a chi è online da più tempo rispetto all’ultimo arrivato.

Ovviamente dobbiamo sempre analizzare se ci sono state penalizzazioni o casi particolari, ma in linea di massima preferisco sempre tenere un vecchio dominio, anche se fino ad allora non aveva avuto grande successo.

Ti starai chiedendo: “Quali vantaggi ho nello specifico a scegliere il vecchio dominio?”

Il primo vantaggio è che ti evita lunghi mesi di vuoto totale in cui Google non ti prende nemmeno in considerazione.

Infatti devi sapere che un dominio nuovo è come se avesse il freno a mano tirato. Tu puoi accelerare quanto vuoi, ma la macchina rimane ferma, bloccata.

Però se continui a postare, postare senza arrenderti, dopo 6 – 8 mesi circa all’improvviso sembra che Google lo noti e se hai fatto un buon lavoro lo fa schizzare in alto per varie parole chiave.

tempo seo google nuovo dominio seozoom

Il grafico qui sopra ti fa vedere come Google si comporta con un dominio nuovo dal momento in cui lo registri al momento in cui comincia a considerarlo.

Lo registri a Febbraio 2018, passano dei mesi di nulla totale (forse in questo caso un pò dilatati perchè è un progetto personale abbandonato per alcuni mesi e poi ripreso), poi arriva un momento in cui Google comincia a considerare il sito e posiziona i suoi contenuti. Qui accade a Dicembre 2018.

Su SEOzoom puoi notare il momento del boom dalle freccettine verdi accanto alle parole chiave. Se monitori costantemente la situazione noti salti di posizioni enormi (da oltre la 5° pagina alla 2° o alla 1°) in articoli che fino ad allora avevano fatto fatica a posizionarsi.

#2. La pervasività nei risultati di ricerca è più importante della parola chiave secca se hai l’obiettivo di ottenere traffico

Uno degli errori di valutazione che vengono fatti dai non addetti ai lavori è di considerare solamente una parola chiave secca come importante per acquisire clienti. Sento clienti dire costantemente roba di questo tipo: “Io voglio essere primo per questa parola chiave…”

Ad esempio per un fotografo di matrimonio di Milano vorrebbe essere posizionato per questa parola:

“Fotografo matrimonio Milano”

Un’azienda di fornitura di depuratori d’acqua di Milano:

“Depuratori acqua domestici Milano”

Se consideri il progetto un fallimento o successo solamente dalla presenza in prima pagina per una parola chiave secca, stai sbagliando. Primo perchè è molto difficile essere in prima pagina per una parola chiave dove c’è molta concorrenza. Secondo perchè ci sono una miriade di altre parole chiave correlate su cui puoi emergere facilmente.

Il potenziale cliente di un fotografo, non cercherà informazioni su un servizio di fotografia di matrimonio solo da quella parola chiave ma da una miriade di parole secondarie.

Analizzando SEOzoom ti renderai conto di quante parole chiave esistono di cui prima non sapevi nemmeno l’esistenza ma che sono molto importanti per il posizionamento.

Alla luce di questo quello che conta davvero per ricevere visite sul tuo sito web è la PERVASIVITA‘ delle keyword.

Più parole chiave hai tra la prima e la quinta pagina, più probabilità hai di ottenere visite e contatti.

Prima mi arrabbiavo anche io quando notavo che una parola chiave che volevo in prima pagina, non riusciva ad arrivarci. In realtà mi sono accorto che è un ragionamento sbagliato. Conta la forza e la pervasività nei risultati di ricerca, che puoi tenere d’occhio attraverso 2 parametri:

  • Numero delle keyword totali posizionate tra la 1° e la 5° pagina: vai su Seozoom, clicca su “keyword”, poi su “tutte le keyword” e osserva il numero in fondo a destra. Più cresce questo numero, più riceverai visite sul sito indipendentemente dalle singole parole chiave.

parole chiave totali seozoom

  • Disposizione delle keyword che si trovano in prima, seconda e terza pagina: questo grafico ti permette di capire la direzione del tuo progetto (crescita, stagnazione o decrescita) e la qualità del lavoro che stai facendo

distribuzione keyword seozoom

#3. Pubblicare articoli nuovi fa aumentare i posizionamenti, smettere di pubblicare diminuisce la visibilità

La frequenza di pubblicazione conta. Più contenuti pubblichi, più anche i tuoi vecchi articoli riprendono posizione. Google monitora costantemente il sito nel suo insieme e se nota che pubblichi di continuo ti premia con visibilità anche sui vecchi articoli.

Io penso che Google lo faccia per invogliare a pubblicare costantemente contenuti sul proprio sito.

Come funziona nello specifico?

  1. Tu pubblichi un contenuto nuovo,
  2. Lo spider (il robottino di Google) entra nel tuo sito e lo legge passando pagina per pagina
  3. Dopo qualche giorno (non immediatamente) Google ti premia dando visibilità al tuo nuovo articolo e a tutto il sito in generale

Non è una regola fissa. Ma tendenzialmente funziona così.

Lo puoi notare dalle freccettine verdi di SEOzoom che tengono monitorate le posizioni. A volte un articolo può salire per un intero gruppo di keyword.

variazione posizionamento google seozoom

E poi noti che cominciano ad arrivare visite anche su Google Analytics. Allo stesso tempo, non appena smetti di pubblicare, Google “penalizza lievemente” i posizionamenti di tutto il sito.

#4. Qualsiasi cambiamento viene registrato da Google con ritardo di giorni e settimane, a volte mesi

Altra cosa che ho imparato osservando SEOzoom è che Google è un lumacone, è diffidente e ha bisogno dei suoi tempi. Un carattere difficile insomma 🙂

Ogni volta che fai una modifica a un articolo sul sito, ad esempio cambi un titolo, aggiungi un link o pubblichi un contenuto nuovo, ci vuole tempo prima che Google lo registri nel suo database e cambi i posizionamenti.

E’ un processo assolutamente naturale: devi aspettare che il robottino di Google passi a visitare il tuo sito, veda il cambiamento, elabori i nuovi dati, li metta in relazione a quelli della tua concorrenza e faccia dei test.

Nei casi estremi ci vogliono settimane prima di ottenere un determinato risultato.

Ma comunemente, quando pubblichi un articolo nuovo, il tempo medio per cominciare vedere dei timidi posizionamenti in quinta/quarta pagina si attesta sui 5 – 6 giorni.

All’inizio l’articolo si posiziona per la parola chiave secca che hai inserito nell’H1 e nel title tag, poi piano piano nei giorni successivi cominciano a comparire anche i sinonimi o i modi alternativi di conoscere la stessa soluzione.

#5. Google è un ballerino che non si ferma mai

Altra cosa che ho imparato di Google è che non sta mai fermo: fa girare la testa con le sue continue oscillazioni.

Sia durante lo stesso giorno, facendoti passare dalla 7°, alla 4°, alla 5° posizione e così via, sia per periodi di tempo più lunghi: ad esempio ti fa oscillare nella prima pagina per un mese, poi un altro mese vaghi nella seconda pagina, poi torni in prima pagina e oscilli ancora.

Non ti preoccupare! Questo comportamento è assolutamente normale.

Google acquisisce i dati, analizza il tuo sito, testa di continuo (soprattutto nel periodo iniziale ma anche successivamente con minore frequenza.

Su SEOzoom puoi vedere questo comportamento analizzando lo storico di una singola parola chiave:

oscillazioni google dancer

#6. Le pagine o i post posizionati in seconda pagina su Google hanno un buon potenziale

I contenuti che appaiono in seconda pagina per determinate parole chiave possono tranquillamente salire di posizione fino ad arrivare in prioma pagina.

A volte basta un pò di link building (meglio se con achor text che contiene la parola chiave, ma attento alle penalizzazioni).

Altre volte basta approfondire il contenuto con nuovi paragrafi, cambiare la parola chiave presente nel tag title e nell’h1 o in generale fare un pò di ottimizzazione SEO.

Su SEOzoom questo tipo di parole chiave ad alto potenziale vengono contrassegnate con uno sfondo giallo:

keyword con buon potenziale

#7. La SEO è lenta ma quando arriva è un caterpillar, macina tutto e ti diverti come un matto

Un ultima considerazione su Google e la SEO, la pratica di ottimizzare i contenuti per acquisire visibilità da persone in target.

La SEO è lenta, è vero… serve molta pazienza e molto lavoro, come in tutte le cose che contano davvero.

Se hai la costanza di svilupparla sul tuo sito non te ne pentirai, quando arriva fa la differenza. E’ un fiume in piena che arriva all’improvviso e ti travolge a piccole ondate.

Ad un certo punto arriva un’ondata in cui alcune parole chiave si posizionano bene. Anche parole chiave che fino al giorno prima si trovavano in 4a pagina e all’improvviso volano in 1a pagina. Vuol dire che è finito il periodo di rodaggio e Google ti ha premiato.

Poi continuando a pubblicare contenuti arriva una seconda ondata in cui sale in prima pagina un altro gruppo di parole chiave.

E così via… una terza, una quarta che ti portano visite, contatti e vendite direttamente dal sito web.

seo conviene caterpillar